Colección: Verde Brentonico

Verde Brentonico

La terra verde Brentonico è un pigmento minerale inorganico naturale, noto sin dall’antichità e molto utilizzato nell’età classica e rinascimentale. La sua lavorazione comprende la depurazione, l’asciugatura e la macinazione con mulini a palle della materia prima reperibile nella zona di Verona

Parte utilizzata

In particolare, i minerali da cui viene ricavato sono la glauconite e la celadonite, entrambi appartenenti al gruppo delle miche. Tali minerali si sono formati da alterazioni di minerali in acque marine non molto profonde o di rocce vulcaniche.

La glauconite in particolare è un minerale di ambiente deposizionale marino e deriva dall’alterazione diagenetica marina in acque relativamente basse e in condizioni riducenti della biotite. La glauconite è stata a lungo utilizzata in Europa come pigmento verde per la pittura ad olio artistica con il nome di terra verde. Un esempio è il suo uso nei “dipinti di icone” russi, un altro uso diffuso era per la pittura di fondo della carne umana nella pittura medievale. Si trova anche come pigmento minerale nei dipinti murali dell’antica Gallia romana.

La celadonite, invece, fu rinvenuta per la prima volta nel 1847 sul Monte Baldo, vicino a Verona, in Italia. Il nome deriva dal francese celadon, in riferimento al colore verde acqua.

Insieme i due minerali vengono utilizzati per rendere il pigmento terra verde.

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La sua storia e applicazioni

METODO DI ESTRAZIONE
La lavorazione delle terre coloranti verde, dopo che sono state estratte dalle cave e asciugate, si differenzia da tipo a tipo; alcune vengono frantumate grossolanamente, separate da impurità, macinate con molini a martelli o a palle. La lavorazione delle terre che formano il verde Brentonico comprende la depurazione, l’asciugatura e la macinazione con mulini a palle.

CURIOSITÀ
Il pigmento era noto già a Greci e Romani e fu utilizzato in tutte le tecniche pittoriche durante il Medioevo e il Rinascimento fino al XIX secolo. Anticamente era riservata solo ai nobili, mentre oggi è molto ricercata in campo artistico per la sua semitrasparenza caratteristica.
Per la sua bellezza cromatica, la celadonite o, appunto, “terra verde del Monte Baldo”, divenne il canone di riferimento del pigmento molto usato in pittura soprattutto in affresco, al punto tale che ancora oggi è citata nei cataloghi come “verde di Verona” o “verde di Brentonico”.

Tra i molti grandi artisti che anche ne fecero uso è particolarmente documentato quello di Caravaggio.

Con alterne vicende a partire dal Cinquecento ne furono estratte nelle miniere montane del Trett e dei Pianeti di Val Aviana sul Monte Baldo ingenti quantitativi che furono commercializzati in Italia, in Europa e in America. Le miniere di “terra verde del Monte Baldo” fecero la fortuna economica delle stirpi degli Eccheli fino al Settecento e poi dei Baisi fino ai primi del Novecento